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武当太极剑 Wudang Taiji Jian

Ξ maggio 25th, 2008  武当太极

La spada dovrebbe misurare 2 cun e 6 fen di grandezza; L’impugnatura dovrebbe essere di 1 chi, 1 cun e 7 fen di larghezza; La lama dovrebbe misurare 2 chi, 4 cun e 7 fen. In questo modo, tutta la spada dovrebbe misurare 30 chi e 9 cun di lunghezza“.
Rituale della forgia delle spade secondo Dongxuan Lingbao Daoxue Keyi,Rituali Taoísti dell’antico Mistero e dei gioielli magici -Canone Taoísta TT. 1126, fasc. 761

Shufa realizzata da Li Jinglin per la pubblicazione di Chen Weiming sull’arte della spada del Taiji: Lo splendore della spada trapassa le nubi

Da sempre è esistita un’unione tra l’arte della scherma cinese ed il Taoismo, infatti 剑 Jian, la spada dritta, era uno strumento religioso utilizzato in cerimonie magiche e rituali, così come un’arma.
Nelle cerimonie Taoiste la spada era uno strumento fondamentale per l’esecuzione dei rituali di esorcismo e di soggiogazione delle entità demoniache, ed il potere della spada come strumento esoterico è ricordato anche dal Huang Lao che afferma che il leggendario Imperatore Giallo, Huang Di, padrone delle arti esoteriche, brandiva una spada di bronzo, secondo il testo Huangdi Benji.
Legata al fuoco, nella dinamica dei 5 elementi, la spada è sempre stata considerata con riguardo dai Taoisti come avente uno spirito magico che richiedesse a chi la maneggiasse una grandissima maestria e padronanza della propria energia interna; secondo i classici dell’alchimia interna la spada rappresenta lo Shen, e la sua natura è capace di trasmettere o di accentrare energia, caratteristica che la rende uno strumento molto potente.
Sempre seguendo le testimonianze dei testi alchemici taoisti, Jianshu, l’arte della spada, è strettamente legata alle tecniche alchemiche per il beneficio del respiro e della calma nel clamore delle battaglie.
Nella tradizione della regione della montagna di Wudang, provincia dello Hubei, il taoista alchimista Zhang Sanfeng è sempre stato descritto anche come un abilissimo spadaccino ed un grandissimo combattente: in Daozang Yaoji leggiamo “Zhang Sanfeng, fine del periodo Yuan ed inizio Ming, era anche chiamato Quan Yi e Jun Shi. Il suo nome Taoista era Maestro Xuan Xuan, nativo di Yizhou, Liadong. Egli ebbe un enorme talento per le arti marziali a mano nuda e dell’arte della spada. I praticanti di arti marziali sanno che per essere un abile maestro di spada è necessario prima di tutto padroneggiare le tecniche a mano nuda” e dunque non è strano che Zhang Sanfeng fosse stato un abilissimo maestro nel pugilato dello stile di Wudang.
L’alchimista Zhang Sanfeng o i suoi diretti successori svilupparono e codificarono l’arte della spada di Wudang; nel testo Neijia Danzi Zhendi leggiamo ” i successori di Sanfeng si ispirarono alla via del Libro dei mutamenti Yiqing per affinare le proprie tecniche di spada. In accordo con la dottrina dei mutamenti, la varietà ed i cambiamenti provengono dal Tao del Cielo, dunque la suprema tecnica dell’arte del combattimento prende 8 trigrammi per rappresentare le 8 direzioni; 64 posizioni per 64 esagrammi , 384 linee individuali (Yao) per 384 mani (tecniche di pugno)”; sempre secondo la tradizione “l’addestramento di base sarebbe durato 3 anni, e solo dopo un’appropriata istruzione sarebbe stato possibile entrare in dominio della propria interiorità”, padronanza grazie alla quale “l’attaccare sorge come una brezza gentile e tu non puoi vedere la spada: se uno guarda al riflesso della spada, non sarà abile di vedere chi la impugna”.

武当丹派 - i 9 discendenti della setta “Dan”
In accordo col taoista Song Weiyi, Wudang Jianshu venne messa a punto da Tongxuan Zhenren, altro nome onorario di Zhang Sanfeng, e la tradizione vuole che l’arte della spada venne tramandata e mantenuta tra i monaci guerrieri di Wudang Shan, e trasmessa segretamente all’interno del loro gruppo sino a quando il famoso maestro Zhang Songxi, abilissimo nella boxe interna di Wudang, che visse durante il regno di Jia Jing (1522 - 1566) ne rinnovò il bagaglio tecnico inserendo la propria esperienza marziale di 8 stili praticati, trasmettendo inoltre Wudang Jian alla regione di Siming Shan, dando così inizio al lignaggio della setta Dan, parola che deriva dal concetto taoista di Cinabro, l’elisir a cui mirano le pratiche alchemiche taoiste.
Secondo la tradizione Wudang Jianshu venne dunque trasmessa secondo questo lignaggio:
1. Zhe Dong, nome taoísta: Dan Yazi
2. Zhao Taihu, Qin’an, nome taoista: Dan Yun Shan Qiao
3. Wu Jiucheng, nome taoista: Wudang Danxu
4. Yan Xisheng, nome taoista Ding Dan Sou
5. Lu Shiniang, dello Zhejiang, nome taoista: Dan Xiake
6. Li Danian, nome taoista Jindan Chizi
7. Chen Yinchang, nome taoista Danyun Luzhe
8. Zhang Yehe, nome taoista: Huan Danzi
9. Song Weiyi, nome taoista Feidan Jiu’er.

宋唯Song Weiyi
Song Weiyi (1860 - 1926) di Beizhen, Fengtian (Mukden) fù maestro taoista famosissimo, il cui nome Weiyi significa “l’unico”, conosciuto anche come Chen Qi De Yuan; secondo la tradizione nel suo incontro con il maestro taosita Zhang Yehe venne immediatamente riconosciuto come il predestinato maestro erede della IX generazione, e dunque da quel momento si dedicò allo studio dell’arte della spada di Wudang per circa 16 anni.
Spadaccino incommensurabile, si dice che riuscisse a intontire qualsiasi altro maestro di arti marziali con la sua abilità nella spada; scrisse alcuni famosi trattati di Wushu quali “Wudang Danpai Jianshu” e Wudang Jiu Yuanliu Pai”, e con suo fratello Song Depu redasse “Wudang Pu Jian”.
Approdato a Beijing, Song Weiji venne ben presto riconosciuto come proprio eguale dai più grandi maestri di Wushu suoi contemporanei.
Vi sono poi alcune leggende che hanno contribuito alla formazione di una tradizione popolare secondo la quale si sostiene che sino a Song Weiyi non esistesse ancora nessuna “forma” di spada del Taiji, e che esse comparirono solo dopo che Weiyi insegnò Jianshu a Yang Banhou, figlio di Yang Luchan.

李景林Li Jinglin
Li Jinglin, detto Fangzhen, fù il più famoso dei discepoli di Song Weiyi, la cui abilità nella scherma e nel Wushu era così alta che presto venne chiamato e conosciuto con il nome di Li Shenjian, ossia Li la Spada Magica.
Datosi alla carriera militare, nel 1925 venne graduato generale e capo istruttore di arti marziali delle forze armate, dunque egli riuscì a combinare la propria carriera militare con lo studio e la pratica del Wushu in un periodo particolarmente instabile e turbolento della storia cinese.
Li non fù solo uno spadaccino formidabile, ma eccelleva anche nel Taijiquan secondo il metodo di Yang Banhou (1837 - 1922), fù amico di Sun Lutang (1861 - 1933) e di altri maestri di Wushu, soprattutto grazie alla fondazione della “Central Academy of Guoshu” di Nanchino, nel 1928, un punto d’incontro e di riferimento per i maggiori grandi esperti di Wushu dell’epoca.
Tra i grandi maestri che frequentarono l’accademia di Jinglin è doveroso ricordare: Zhang Zhijiang, Zhu Guofu (Xingyiquan), Wang Ziping (Shaolin, Shuaijiao), Li Jinglin (il vicedirettore dell’accadmeia, fondatore dello stile Li di Taijiquan, maestro di Gunshu, Jianshu, Lancia, Tuishou), Yang Chengfu (Yang Taiji, Gunshu, Jianshu, Lancia, Tuishou), Sun Lutang (Xingyiquan, Baguaquan, fondatore dello stile Sun Taijiquan, Gunshu, Jianshu, Qiangshu, Tuishou), Ma Liangzhuan (Nuevo Wushu), Wu Junshan (fondatore dello stile Wu di Taijiquan, Baguazhang, Daoshu, Jianshu, Gunshu, Qiangshu), Chen Ziming (Chen Taijiquan), Gao Zhendong (Xingyiquan), Huang Baijia (Bagua, Xingyi dei Dodici Animali), MaYingtu (Bajiquan, Pigua, Tongbei), Xu Baolin (Zuiquan), e tantissimi altri talenti del Wushu.
Nei 20 anni di vita (1928 - 1948) l’accademia costituì il punto di riferimento ed il centro orbitale del mondo del Wushu, creando inoltre un luogo di scambio interculturale tra differenti stili e maestri.
Lo stesso Li Jinglin applicò alcune variazioni fondamentali al Wudang Jianshu, attingendo da alcuni principi propri del Baguaquan, o baguazhang, e del Taijiquan, sviluppando forme da eseguire a coppia, Wudang dui Jian, che riassumevano tutto il lavoro di addestramento al combattimento, alla strategia, ai movimenti, alla tattica.
Osservando la situazione attuale e gli aspetti del bagaglio marziale ereditato dai successori di Li, sembra plausibile sostenere che in realtà non vi fossero delle vere e proprie codifiche standardizzate, e che Li riuscisse ad insegnare fondamentali e tecniche di matrice comune differenziandone la trasmissione alle esigenze ed alle caratteristiche individuali dei propri studenti, rispettando quindi i canoni di base del proprio metodo di Wushu e di Jianshu ma adattandone i contenuti alle peculiarità dei propri discepoli.
Egli morì molto giovane, all’età di 47 anni, colto da malattia nella città di Jinan, nello Shandong; tutta la sua arte sembra riassumibile emblematicamente nelle parole “praticando Jianshu, è necessario concentrarsi affinché il proprio corpo si muova unitariamente come un drago che nuoti, evitando ad ogni costo blocchi e ristgnazioni. Praticando correttamente, quotidianamente, per un lungo periodo, il corpo e la spada saranno coordinati, lo spirito e la spada saranno in armonia. Quando non vi sarà spada, sarà come se tutte le parti del corpo ugualmente la avessero. Se si riuscirà a raggiungere la comprensione di queste relazioni, allora si potrà giovare del massimo del Tao”.
Quando Li Jinglin ufficiò presso l’Accademia di Guoshu ebbe numerosissimi studenti, ma egli non istituì alcun lignaggio tramite un discepolo, e dunque ad oggi è impossibile produrre una lista completa di successori.
Sicuramente è possibile enunciare grandissimi maestri, della statura di Pei Xirong (Wudang), Hu Yuen Chou (Taijiquan), Gu Ruzhang (più noto con il nome di Ku Yu Cheung, Shaolin), Fu Zhensong (Baguazhang) e suo figlio Fu Yonghui (Fu Wing Fai in Cantonese), Chu Guiting (Xingyi), Liu Baichuan (Luohan Shaolin), Sun Cunzhou e Sun Jianyun (i due figli di Sun Lutang), Su Jingyou, Huang Zhixiu, Gao Zhendong, Qian Xijiao, e tantissimi altri furono suoi allievi ed appresero Wudangjian secondo il suo metodo.

  ,    Li Yulin e Li Tianji
Fra tutti i discepoli di Li Jinglin si distinse particolarmente Li Yulin (1888 - 1965) sia come dedizione alla pratica del Wushu, sia come onestà: egli apprese e praticò lo Xingyiquan da En’guang Hao, da Zhang Zhaodong e da Li Cunyi, e studiò Taijiquan sia con membri della famiglia Yang sia con Sun Lutang; Yang Chengfu (1883 - 1936), sebbene non si sia mai ufficialmente riferito a Yulin come suo studente, lo trattò sempre come suo pari.
Egli si distinse anche nella pratica del Baguaquan e nello studio di Shaolinquan, dunque apprese Wudang Jianshu c/o l’Accademia Centrale di Guoshu.
Li Yulin ebbe 2 figli: Li Tianchi e Li Tianji: Tianchi perseguì gli studi nella medicina tradizionale cinese, riuscendo ad amalgamare i concetti basilari del Tuina con i concetti chiave della medicina e con i fondamentali del Qigong e di alcuni stili di Wushu; Tianji si dedicò invece allo studio ed lalla diffusione delle arti marziali, e divenne popolare con il nome “il padre del Taijiquan moderno” per la tenacia e la dedizione che impiegò nella diffusione del Taiji, e per aver partecipato alla preparazione ed alla codifica di alcune sequenze preordinate diffuse e conosciute in tutto il mondo, come la forma semplificata di Taiji Quan 24 movimenti, detta anche Jianhua Taijiquan.
Li Tianji (1914 - 1996) nacque nel paese di Anxin, provincia dello Hebei, e dunque si avvicinò ed iniziò la pratica del Wushu sotto la tutela del padre Li Yulin dall’età di 7 anni. Dunque divenne discepolo di Sun Lutang (1861 - 1933) e di Li Jinglin col quale studiò Wudangjian.
Laureatosi presso l’Accademia Centrale di Wushu all’età di 17 anni Li era assolutamente convinto dell’utilità del Taiji come strumento utilizzabile per il mantenimento della salute e della buona forma fisica, e dunque egli potrebbe essere considerato il primo maestro di Wushu che incoraggiò e che si dedicò alla massificazione del Taiji, portandone la pratica anche agli ammalati ed agli infermi, raggiungendo risultati altamente soddisfacenti.
Quando negli anni ‘50 il Governo Cinese stabilì la necessità di una Commissione Statale per l’Educazione Fisica e per lo Sport, Li Tianji venne eletto direttore, e dunque partecipò, coordinò e direttamente operò nella codifica delle forme di Taijiquan semplificato 24 e 66 movimenti e nella forma semplificata di Taijijian 32 movimenti ed 88 movimenti, tutte scritte da una commissione di maestri di Wushu tradizionale guidati e capeggiati da Li.
Nel 1980 pubblicò una monografia dedicata alla spada di Wudang, e sino alla sua morte Li fece parte del corpus degli insegnanti dell’Istituto di Educazione Fisica e di Sport di Beijing.
Tra gli allievi di Tianji, eredi del suo metodo di Wudangjian vi furono la figlia Li Defang e sua nipote Li Deyin (1938 - ) che studiò il Taijiquan e Wudang Jian con suo zio, e successivamente divenne studentessa di Taijiquan stile Chen presso Li Jingwu, di Taiji stile Wu con Xu Zhiyi, di Taiji stile Sun con Sun Jianyun e di stile Yang con Hao Jiajun; si recò a Shaolin per approfondire i propri studi di Wushu.

武当太极剑四十九式 Wudang Taijijian, 49 Shi
Come accennato precedentemente l’origine dell’arte della spada di Wudang è strettamente legata oltre che all’utilizzo marziale dell’arma alle pratiche alchemiche e rituali taoiste, e dunque nei suoi movimenti vengono coltivati 3 punti focali detti Jing Bao, Qi Yang ed An Shen, che potrebbero essere rispettivamente tradotti come proteggere il centro, alimentare l’energia, calmare lo spirito. La concentrazione durante l’esecuzione dei movimenti dovrebbe permettere di non “perdere” (lou) nessuno di questi 3 elementi, contribuendo al mantenimento della buona salute e della forma psico-fisica.
Durante la sua evoluzione nel corso della storia, la spada di Wudang ha adottato alcuni elementi propri di altri stili, così come il passo proprio del Baguazhang e l’utilizzo della vita e delle anche proprio del Taiji e come ogni altro stile di Jianshu corpo e spada devono poi essere coordinati ed i movimenti, armonici, sono caratterizzati sia da traiettorie e forze circolari, dolci e morbidi, sia da traiettorie e forze curve e/o rettilinee repentine ed esplosive; il movimento deve essere continuo, senza alcuna interruzione.
Alcuni movimenti saltati, rettilinei e repentini traggono la loro origine dallo Xingyiquan e sono caratterizzati da una notevole vitalità (jingshen) che permea le azioni.
L’arte della spada di Wudang sembra essere un metodo di scherma designato al combattimento relativamente vicino tra gli opponenti, così che le azioni possano essere portate “dopo che la mano avversaria sia partita, ma prima che essa sia arrivata”, e la sua estrema duttilità si “accorda con naturalezza ai movimenti dell’avversario” senza essere costretta in regole restrittive, seguendo ed accordandosi alla dottrina delle mutazioni, basandosi sul fatto che “la chiave dell’arte della scherma consiste nel saper apprezzare i cambiamenti nello stesso istante in cui essi avvengono nell’avversario, intercettando e raggiungendo per primi. Ogni movimento , un cambiamento: ogni cambiamento un obiettivo”.
Varietà e mutevolezza appaiono il fondamento delle tecniche della spada di Wudang, caratterizzata come descritto precedentemente da movimenti circolari ampi e morbidi, spiraliformi, dai quali si scatenano fulminei attacchi eseguiti su direttrici di forze rettilinee “aspettando quietamente il movimento dell’avversario e lanciando fulminei attacchi colpendo con la punta della spada”.
Così come ogni stile di Taijiquan, o più in generale di Wushu, la caratteristica fondamentale di Wudangjian consiste nel riuscire a muoversi con tutto il corpo in armonia: ” il corpo è come quello di un drago, la spada è come il lampo”, o ancora come recita un proverbio della regione di Wudang Shan “quando (il maestro) salta e rotea nell’aria spaventa gli uccelli; quando ruota al suolo, non solleva un granello di polvere”, per esprimere le abilità dei maestri di Wudangjian.
La forma di spada di Wudang, pubblicata secondo la codifica dei 49 movimenti da Li Tianji, è divisa in 6 sezioni o linee, ed è caratterizzata da un ritmo generalmente brioso e sostenuto, simile alle esecuzioni possibili nello stile Chen, e come quest’ultimo include anche movimenti con rilascio dell’energia, ma ha alcune peculiarità, come l’utilizzo del tronco inclinato e la personalizzazione del passo del Baguazhang.
La sequenza di movimenti, che ho studiato a TianTan GongYuan dalla maestra Liu Jin Ping, viene chiamata da tutti i praticanti del parco semplicemente Wu Dang Jian, ed anche le proff. YangLi e LiYanJun della Beijing University of Phisical Education, dopo averne visto una serie di Zu He durante l’esecuzione della mia forma libera di spada nei penultimi campionati nazionali di Taiji, la identificarono immediatamente come Wu Dang Jian, chiedendomi poi dove la avevo appresa: Tian Tan Gong Yuan.
Il fatto che la maestra Yang Li, da tutti in Italia considerata una delle massime esperte e conoscitrici di Taiji di ogni suo stile, avesse immediatamente riconosciuto la forma praticata fù ennesima conferma a posteriori dell’altissima qualità dell’insegnamento donatomi da Liu Jin Ping: Tian Tan si riconfermò quasi un anno dopo la mia partenza da Beijing uno scrigno prezioso nel quale i tesori del Wushu, ancora profumato delle più antiche essenze, viene modernamente gratuitamente insegnato.
All’interno dello stesso parco di Tian Tan ho potuto osservare e studiare 2 varianti della stessa forma di Wudang Taiji Jian: una di 49 movimenti effettivi, che ho studiato e osservato le prime 2 settimane, sempre a Tiantan, dal maestro Liù (non so altro di lui) e dai suoi allievi presso la porta Nord del parco: in questa sequenza che ritengo sia la più diffusa, alla 5° linea, 35° movimento, dopo il Du Li Tuo Jian viene come da sequenza eseguito Gongbu Gua Pi.
Invece nella zona della porta Sud, dove insegna e pratica Liu Jin Ping e Shi Laoshi, sempre nello stesso gruppo di movimenti della 5° linea, dopo Duli Tuo Jian, si esegue Gua Jian destro e sinistro, Hui shen Bei Gua Jian, Tiao Bu An Jian per concludere con il 36° movimento citato nella sequenza Gong Bu Gua Pi.
In questa variante la sequenza risulta decisamente più interessante e tecnicamente più complessa, e la serie di Gua Jian risulta ben legata a quanto ha preceduto la forma e ben introduce la fine della 5° linea e la &à linea, dal ritmo più marcato e vivace; Liu Jin Ping inoltre sosteneva che questi passi in avanti (verso Est) fossero perfetti per poter poi svolgere correttamente il resto della sequenza e trovarsi nel punto designato alla chiusura della forma.
La sequenza, in questa variante, conterebbe di 50 movimenti, e gli insegnanti della zona di Liu Jin Ping affermano che questa fosse la versione originale della forma, ma che nell’edizione del 1980 Li Tianji preferì omettere questo gruppo di movimenti ed alcuni altri particolari per semplificarla e renderla più massificata.
Nella versione Wudangjian del maestro Liù, effettivamente, i contenuti tecnici sono leggermente diversi, più vaghi, meno precisi, molto più simili alla forma Taijian 32 Shi ed alla 42 Shi, come accennato precedentemente, la prima una forma di spada Taiji semplificata per essere più versatile alla pratica massificata del Taijian, e la seconda (42 Shi) la moderna ed attuale forma da competizione internazionale ufficiale.
Nella forma del maestro Liù mancano poi di tutti i fondamentali di Yun Jian, alcune direzioni non tornano e alcuni fondamentali dell’arma sono tralasciati, così come non vi è esecuzione dei Fa Li, manca del tutto il Fan Yao nel passaggio della 3° linea tra (21) Mabu Cang Jian e Gongbu Fan Xia Ci. (22 - Huishen Fan Ci)

 - Xiulong
Stefano Zamblera, 2008





Bibliografia
  • http://www.taijiquan.info/WudangJian.htm
  • Journal of Asian Martial Arts Volume 16, No. 4, 2007. Via Media Publishing, Santa Fe, New Mexico USA. ISSN 1057-8358
  • Henning, Stanley (Autumn/Winter 1994). “Ignorance, Legend and Taijiquan“. Journal of the Chenstyle Taijiquan Research Association of Hawaii 2 (3): 1-7.
  • http://www.wudangtao.net/home.html
  • Liu, James J.Y. The Chinese Knight Errant. London: Routledge and Kegan Paul, 1967 (ISBN 0-2264-8688-5)
  • Wile, Douglas Lost T’ai-chi Classics from the late Ch’ing Dynasty (1996) State University of New York Press, Albany. ISBN 0-7914-2653-X
  • Liu, Daoming 劉道明. 1291. The Complete Biographies of Immortals from Auspicious Wudang Mountain, Wudang fudi congzhenji 武當福地總真集.
  • Zhao Daoyi 趙道一, 1276 Lishi zhenxian tidao tondjian 歷世真仙道體通鑒, a History of True Immortals

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