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Chi era Lao Tzu

Il libro di Szu-Ma Ch’ien (145—86 a.C.) ci riporta:”Lao Tzu, era nato nel villaggio di Ch‘u-jên, circondario di Li, distretto di Ku del regno di Ch’u, aveva cognome Li, nome dato Êrh, nome proprio Tan. Era conservatore degli archivi dei Chou. Secondo l’autore egli visse nel VI° sec. a.C. ed era di qualche anno più vecchio di Confucio (551-479 a.C.) e coetaneo del Buddha (563-483 a.C.)dunque avvalorerebbe la tesi di Ray Grigg che ci fornisce le seguenti ipotetiche tre date per la sua nascita: 604 a.C.; 597 a.C.; 571 a.C. . Del suo incontro con Confucio G. Evans riporta il seguente dialogo: “Confucio si presentò innanzi a Lao Tzu. Questi gli disse: -un abile mercante nasconde con cura le sue ricchezze per apparire privo d’ ogni bene (allo stesso modo) un savio di molta virtù deve apparire ignorante e stupido. Rinunzia (o Confucio) all’orgoglio ed a tutti i tuoi desideri; liberati dalle mire ambiziose che ti occupano, che tutto ciò non può esserti di utilità alcuna... La colomba non si bagna punto tutti i giorni per essere bianca ed il corvo non si tinge tutti i giorni per essere nero. Il cielo è naturalmente elevato, la terra naturalmente soda; il sole e la luna splendono naturalmente... in tal modo se tu coltivi la Via (il Tao) se ti indirizzi verso essa con tutta la tua anima vi giungerai da te stesso.” Nella versione che di tale incontro, avvenuto tra il 518 ed il 521 a.C., ne dà Fausto Tomassini emergono anche le motivazioni che avevano spinto Confucio a recarsi da Lao Tzu: “Confucio interrogò Lao Tzu sui riti (ovvero sull’importanza che questi avevano per lui dato che nel confucianesimo hanno un ruolo primario). “-Le persone di cui tu parli sono inaridite insieme alle loro ossa: rimangono solo le loro parole. Quando incontra la sua occasione il saggio monta in carrozza, quando non l’incontra se ne va (tranquillamente a piedi) standosene appartato e seguendo la corrente. Ho inteso dire che un buon mercante si mostra spoglio anche se ha i magazzini pieni; il saggio ha l’aspetto dello stolto anche se è colmo di virtù. Lascia da parte la tua arroganza ed i tuoi atteggiamenti arbitrari ed i tuoi folli intenti, che nulla aggiungono alla persona di un maestro.(...)” - Confucio se ne andò e disse ai suoi discepoli: “-So che l’uccello è capace di volare, il pesce di nuotare e l’animale di camminare, ma quello che cammina può incappare nella rete, quello che nuota nella lenza, quello che vola nel dardo. Per quanto riguarda il drago, non so capire come salga in cielo montando i venti e le nubi. Ora ho visto Lao Tzu: è simile ad un drago.”
La leggenda narra che “Lao Tzu” (Lao Ce, Lao Tze, o Li Êrh Tan che dir si voglia) – riporta G. Evans- “riconobbe che quando si sono acquistati dei grandi meriti, bisogna ritirarsi nella solitudine.” Fu questo il motivo che lo indusse, all’apice della sua fama, ad eclissarsi per finire i suoi giorni nell’ anonimato e nella virtù suprema del Tao; ma giunto al valico (.. di Han Ku Kuan nell’Honan; -brano tratto dalla medesima fonte riportata dal Tomassini ) il guardiano del passo, Yin Hsi, gli disse: “Tu stai per scomparire, esigo (per pedaggio) che tu mi scriva un libro (quale pegno della tua saggezza ai posteri).” Così Lao Tzu - si dice - scrisse un libro in due parti, in cui spiega le virtù del Tao in cinquemila e più ideogrammi. Poi se ne andò e nessuno ne seppe più nulla verso occidente cavalcando un bue e seguito dallo stesso Yin Nsi. Questo libro è il:

tao te ching - Lao Tzu
"LIBRO DELLA VIA E DELLA VIRTU" (se posso consigliarvene una "semplice", a cui sono particolarmente affezionato, perché non è delle classiche traduzioni letterali indecifrabili, è quella di Brian Browne Walker tradotta da Claudio Lamparelli con sua postfazione per la Oscar Mondatori uscito per la prima volta nel ’95). Questa di Lao Tzu è, se vogliamo, un’anomalia; infatti nessun “illuminato”, e nemmeno Gesù, scrisse qualcosa di suo pugno altro che sulla sabbia - "l'impermanenza" - da lasciare ai posteri, della sua saggezza, ma tutto ciò che ci pervenne fu mediato dai rispettivi seguaci od apostoli ed evangelisti. Ciò che mi disse il mio maestro Yang Lin Sheng a tal riguardo fu che durante la sua lunga vita di bibliotecario, egli scrisse 33 volumi (la prima versione completa ed estesa del "Tao Te Ching" - come la "Treccani") trattando per esteso la saggezza che via via il Tao del suo corpo (in quanto microcosmo) gli aveva insegnato. Tuttavia come spesso è avvenuto in Cina e nel resto del mondo fino ad oggi (anche per la famosa biblioteca di Alessandria d'Egitto) tali volumi finirono in un rogo “purificatore” frutto della paura e dell’ignoranza. Così Lao Tze, malato e vecchio, si ritirò a vita privata con una mucca che conduceva con se ovunque andasse. Si alzava con lei al sorgere del sole ed andava a dormire con lei al tramonto, nutrendosi del suo latte. Dopo un lungo periodo nel quale aveva trovato il modo di armonizzare il suo corpo con quello “celeste” dell’universo secondo le leggi del Tao, si riprese dalla malattia e dalla parziale cecità (facendo scorta del "Chi" fissando il sorgere del sole ed il tramonto) così fu in grado, mediante dettatura, di lasciare ad un suo allievo quello che è arrivato fino ai giorni nostri appunto con il nome di “Tao Te Ching”: una versione ridotta per necessità di tempo ed in forma poetica. -Il fatto che sia stato supplicato da un suo allievo a trasmettere l’essenza dei 33 volumi preesistenti, prima di scomparire come tutti gli immortali, spiega sia la legenda precedente riportata dal Tomassini e da Evans, che l’estrema ermeticità del testo che doveva, necessariamente sintetizzare il frutto di una vita di studio e dedizione non avendo più tempo e forze a disposizione per riscrivere i 33 volumi da capo.
Un’ultima notazione va fatta riguardo al testo dal cinese ed al relativo suono che hanno tali versi. Come tutti sanno quest'ultimo è composto da ideogrammi in cinese antico che pronunciati in sequenza hanno una vera e propria metrica, come per le nostre poesie, solo che le immagini che li compongono e che evocano non corrispondono a parole o concetti, ma a "realtà ultime": in ciò sta la difficoltà del testo "ermetico" supremo fondamento di tutte le arti marziali di origine taoista, per colui che si accinge a leggerlo armato solamente del suo raziocinio e senza una pratica marziale consolidata alle spalle.









Il Maestro dei maestri: Lao Tzu
Laozi - Lao Tzu - Lao Tze











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corpo esoterico taoista
Il "corpo" percepito nel Sistema Esoterico Taoista