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Informazioni utili>La prevenzione dei tumori

Diagnosi precoce del tumore del pancreas



Diagnosi a pochi centesimi di Dollari; e non stiamo parlando di semplici diagnosi, bensì delle analisi inerenti al tumore al pancreas, uno dei più letali, guaribile soltanto se preso in tempo. E così, in tempi di profonda crisi economica, dove specialmente negli USA, grazie anche alla chiusura degli uffici federali a causa della mancata approvazione del bilancio, in molti rischiano di rimanere senza la possibilità di avere cure, arriva una notizia che potrebbe permettere in futuro costi nettamente più accessibili per tutti per le diagnosi tumorali. Con un sensore del costo di pochi centesimi di dollaro infatti, si riesce a diagnosticare un tumore pancreatico nella sua fase iniziale. Ad aver realizzato il test non invasivo e’ Jack Andraka, 16 anni, del Maryland. Dopo mesi di prove, Andraka e’ riuscito con un semplice multimetro da 15 dollari a creare uno sticker del costo di 3 centesimi che può individuare un tumore pancreatico in fase iniziale.

pancreas

Ci vorranno tra i due e i cinque anni prima di vedere l’uso di questi sticker in laboratori o ospedali. Ancora molto tempo, ma la notizia costituisce comunque una speranza per molti.





Curare cancro ed altre malattie degenerative con l'ascorbato dipotassio? I risultati e gli studi del dottor Pantellini e dell'omonimafondazione
Posted: 19 Aug 2011 09:13 AM PDT



Nota bene: la fondazione Pantellini, alla domanda "Si possono fare dosaggi “fai da te” a livello di prevenzione, conoscendo i principi di funzionamento di questo composto?" risponde sul suo sito:


No, è sempre meglio ricorrere alla consulenza medica da parte della Fondazione o del proprio medico di base (se è a conoscenza dei protocolli utilizzati) perché i dosaggi sono legati sia all’anamnesi remota della persona (cioè alle informazioni relative alla storia sanitaria della persona e dei propri familiari) che alla valutazione di particolari parametri clinici (emocromo ed elettroliti).
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Fonte youtu.be/Oj2nf4U54t0

 

Il video qui sopra è video scaricabile sia in formato .flv (24 Mega) che in formato .avi (46 Mega).


Prima che scoppiasse il caso Di Bella, il metodo del Dott. Gianfranco Valsé Pantellini era sicuramente la terapia contro il cancro più usata e più conosciuta in Italia, nel campo della medicina alternativa.
Come la maggior parte delle scoperte scientifiche più importanti, anche questa trae origine da un caso fortuito e da un errore. Nel 1947, il Dott. Pantellini consigliò ad un malato di cancro inoperabile allo stomaco, con prognosi di pochi mesi di vita, di bere limonate con bicarbonato di sodio al fine di calmare i forti dolori. Immaginatevi la sorpresa quando, dopo un anno, lo rivide perfettamente ristabilito (il paziente morì infatti d'infarto vent'anni più tardi). Al momento di esaminare le radiografie, pensò che si trattasse di quelle di un altro.

Cos'era successo?
Il paziente, per errore, non aveva usato il Bicarbonato di Sodio, ma quello di potassio.
"Ebbi come una botta in testa", raccontò un giorno Pantellini. "Feci delle separazioni di limone ed esperidati dei vari acidi presenti e mi accordai con dei colleghi medici, per sperimentarli su alcuni malati di cancro, ormai in fase terminale, che volontariamente si offrirono di assumere, per via orale, citrato di potassio, tartrato di potassio ed esperidato di potassio: non ottenni purtroppo alcun effetto. Quando poi somministrai ai malati l'Ascorbato (vitamina C) di potassio, conseguii i primi riscontri positivi.
Proseguendo nella terapia, i malati di cancro presentavano apprezzabili miglioramenti, già nell'arco di 10-15 giorni. Il dolore scompariva, o quantomeno si attenuava, ed il paziente era in grado di riprendere la propria attività lavorativa. In alcuni soggetti, ancora oggi, a distanza di 40 anni, non risulta alcuna presenza del tumore".
(Il cofattore K, ediz. Andromeda).

Pantellini proseguì le sue ricerche per quarant'anni, scoprendo che l'Ascorbato di potassio trovava applicazione anche in alcune malattie degenerative ed autoimmuni. Continuò a tenere conferenze, partecipò a vari congressi di oncologia, pubblicò le sue scoperte su riviste mediche, curò con successo migliaia di persone. Risultato ?

Alcune denunce da parte dell'Ordine dei Medici (assolto), problemi a non finire, diffamazioni; ma l'aspetto più grave è che in tutti questi anni, Pantellini non è mai stato preso in considerazione dalla classe medica. Non viene confutato, semplicemente viene totalmente ignorato. Chi volete che abbia interesse a prescrivere l'Ascorbato di Potassio, un prodotto che costa poche migliaia di lire per un mese di terapia e che, oltre a tutto, non è brevettabile ?

Intervista al Dr. Gianfrancesco Valsé Pantellini: "Ci sono degli interessi enormi, prima di colpire questi interessi bisogna stare attenti anche noi di colpirli bene così da farli degradare nel tempo. Tutto il mondo oggi vive sul denaro, e lei sa quanti migliaia di miliardi ci sono in giro in questo momento sulla sua testa. Se la medicina si è instradata su un'unica strada questa non è colpa mia.

E' colpa del destino dell'umanità. Anche del vostro! Perché di li al 2015, se non prenderemo provvedimenti seri, saremo uno contro uno col cancro"
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Approfondimenti:

Fondazione Pantellini Onlus

Raccolta_Studi_e_Pubblicazioni_Ascorbato_di_Potassio

Proteggersi dalle radiazioni nucleari con l'ascorbato di potassio
http://www.mednat.org/cure_natur/ascorb_potassio.htm

http://www.mednat.org/cancro/pantellini.htm

http://www.youtube.com/watch?v=q3-AmcG0XV0

Domande frequenti (e risposte) sull'ascorbato di potassio.
Intervista a Gianfranco Valsé Pantellini

Di
Giuseppe Cosco

Cosco: Professore che cosa è il cancro ?
Pantellini: Il cancro è una malattia degenerativa che ha anche un'origine genetica. Fino a poco tempo fa io non avevo un'idea lucida di quale fosse l'origine di questa patologia, ma oggi ho la certezza che a provocare questa manifestazione siano i radicali liberi, radicali liberi che vengono messi in libertà nella cellula dai mitocondri. I mitocondri, con questi radicali liberi, colpiscono il nucleo della cellula diecimila volte al giorno, cercando di sovvertirlo. A questa azione dei mitocondri si antepone un enzima connaturato alla stessa cellula che, per natura propria, elimina questi radicali liberi. La produzione di questo enzima viene regolata da un gene. Quest'enzima è la superossido-dismutasi, fortemente riducente e contrastante l'azione dei radicali liberi. Se i radicali liberi, per condizioni particolari fisiologiche e anche per stress endogeni, stress ossidativo interno, riescono ad eliminare dalle cellule o da una cellula quest'enzima è certo che si scatena il tumore. Il cancro è una manifestazione di questo difetto cellulare.
C. : Cosa ne pensa della chemioterapia ?
Pantellini: Non dico nulla della chemioterapia, perché si sa già tutto. Essa ha un'azione deleteria e devastante sull'intero organismo. La chemioterapia si regge su un assioma, anzi su un paradosso: "Ciò che fa venire il cancro, lo guarisce", guardi a che assurdità si è arrivati. Nella chemioterapia, la ciclofosfammide non è altro che un iprite chelata che viene introdotta nell'organismo, causa sui tessuti delle reazioni di Feulgen liberando quattro molecole di acido cloridrico. Quindi come si può pensare di curare il cancro con l'acido cloridrico ?
C. : Come è arrivato a capire l'importanza dell'ascorbato di potassio per la prevenzione e la cura del cancro ?
Pantellini: Fu un malato che mi mise sulla strada dell'ascorbato di potassio. Scambiò il bicarbonato di sodio con il bicarbonato di potassio... (Il professor Pantellini racconta che nel 1948 una donna, il cui marito versava in gravissime condizioni, in quanto aveva un cancro allo stomaco giudicato inoperabile, si rivolse a lui perché almeno si riuscisse ad alleviare i tremendi dolori del poveretto. Pantellini le consigliò di fargli bere limonate zuccherate con del bicarbonato di sodio. Mesi più tardi vide quest'uomo per strada, quando lo credeva già morto e scoprì che, per errore, al posto del bicarbonato di sodio nelle limonate aveva messo bicarbonato di potassio. N.d.A.) ...e da lì è partita la mia ricerca.
C. : Questo sale...
Pantellini: E' il più forte antiossidante che abbiamo a disposizione oggi. Non è dannoso, viene assorbito rapidamente e agisce sul cancro. Difatti i tumori trattati con ascorbato di potassio o regrediscono o si fermano oppure vanno più lentamente avanti. La casistica è molto, molto, molto vasta e positiva.
C. : Quali sono i dosaggi ?
Pantellini: Per la prevenzione si possono somministrare due o tre dosi la settimana, la mattina a digiuno, per quattro o cinque mesi consecutivi, poi interrompere un mese e ricominciare. Per la cura, invece, di dosi bisogna assumerne tre al giorno. Cioè occorre prendere la dose preventiva di gr. 0.15 di acido ascorbico e gr. 0.30 di bicarbonato di potassio, tre volte al giorno.
C. : Posso scrivere che in caso di tumori definiti iniziali, con l'ascorbato, si ottiene la guarigione completa ?
Pantellini: Certamente, si ha il 100% di regressione del tumore.
C. : Ci sono altre malattie che rispondono bene a questo trattamento?
Pantellini: L'assunzione dell'ascorbato di potassio nei malati di AIDS mantiene l'individuo sieropositivo però non lo fa passare nella fase successiva. Stiamo portando avanti un protocollo di terapia sperimentale al riguardo e i risultati sono molto interessanti.
C. : Le persone in cura preventiva dal 1970 hanno...
Pantellini: Nessuna di loro, e sono molte centinaia, è stata colpita da cancro o da malattie virali.
C. : Professore lei è solo in questo lavoro ?
Pantellini: Sono affiancato da molti altri ricercatori, italiani e stranieri e poi in America diversi scienziati (tra cui Irwin Stone, Cameron e Pauling, N.d.R.) portano avanti protocolli sperimentali simili (fondati sull'ascorbato di sodio).
C. : Se l'ascorbato di potassio fosse somministrato su larga scala avremmo risultati incredibili ?
Pantellini: Si, ma non sono cose che posso fare io, io posso dare delle indicazioni. Si deve mobilitare chi è preposto alla salute pubblica, cominciando dal ministro della sanità.
C. : Il cancro è anche un affare e gli interessi economici che vi ruotano intorno sono davvero tanti e da tutto ciò che è emerso, le porcherie della "malasanità" di Stato...
Pantellini: Era una cosa logica. Non è una scoperta che ci sia la malasanità. Era meglio se i politici italiani avessero visto più a fondo l'interesse e la salute della gente, ossia pochi farmaci, ma buoni, sperimentati, che moltissimi farmaci anche con prezzi altissimi che non servono a nulla e fanno male.
C. : Sperimentano molto sugli animali...
Pantellini: E' difficile riportare l'esperienza fatta su animali all'uomo. L'uomo ha riflessi farmacologici molto diversi. Per esempio un coniglio mangia anche l'atropina senza avere nessun disturbo, l'uomo, invece, muore.
C. : Secondo lei la cecità dei cattedratici è frutto di ignoranza o di malafede ?
Pantellini: Io non so cosa nasconda, ma sono morti anche molti di loro di cancro, che io ho tentato di salvare.
C. : Visto il bassissimo costo dell'ascorbato di potassio, poche centinaia di lire, le industrie farmaceutiche hanno tentato di metterle i bastoni tra le ruote ?
Pantellini: Hanno provato, tramite anche i loro emissari appartenenti ad un certo tipo di classe medica, ma è difficile fermare la marcia dell'ascorbato di potassio.
C. : Ci sono dei medici in Italia che usano l'ascorbato ?
Pantellini: Ci sono dei bravissimi medici in Italia, dei bravissimi chirurghi, anche dei bravissimi oncologi che utilizzano l'ascorbato di potassio.
C. : Dove si può trovare l'ascorbato di potassio ?
Pantellini: Molte farmacie lo preparano bene, io non posso dire i nomi, però, ci sono farmacie a Firenze, Treviso, Verona, Milano e Bologna che hanno l'ascorbato di potassio perfettamente dosato e chiuso in bustine ermetiche.
C. : Professore un'ultima domanda. L'ansia e lo stress hanno importanza nella genesi di un cancro?
Pantellini: Certamente. La mente e i suoi complessi legami col corpo, rivestono una grande importanza. Io sono certo che l'insorgenza tumorale sia dovuta al riemergere di una struttura evolutiva della materia vivente, avvenuta qualche milione di anni fa, e che ciò si ripeta, oggi, quando i geni autoregolatori della chimica cellulare sono inattivati nel loro chimismo enzimatico per uno stress di qualsiasi natura.
Giuseppe Cosco


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Nota bene: dai tempi di questa intervista ci sono stati diversi sviluppi nello studio dell'ascorbato e delle modalità di utilizzo del medesimo, di cui trovate documentazione presso la fondazione Pantellini. In particolare informandovi sul sito scoprirete che la formulazione dell'ascorbato più ribosio sembra potenziare l'efficacia dell'ascorbato di potassio, così come l'associazione con la vitamina B12 (tenere presente sempre però quanto scritto in apertura del post).



La prevenzione dei tumori della Prostata

tumore della prostata prevenzione
 

La prostata è una ghiandola genitale di piccole dimensioni che si trova al di sotto della vescica al cui interno c’è l’uretra, il canale attraverso il quale l’urina esce all’esterno.
La ghiandola è divisa in due zone, una centrale ed una periferica. La prima intorno all’uretra e la seconda più esterna che ricopre la prima.
Dalla zona più interna origina l’adenoma, cioè la ghiandola che si può ingrossare e con il tempo può produrre sintomi tali da portare il paziente dal medico, e la zona esterna o capsula che non è altro che tessuto identico a quello della zona più interna ma più compresso e agli esami radiologici risulta differenziabile dal precedente; da quest’ultimo è più facile che originino le malattie tumorali.
La ghiandola svolge un importante ruolo nella fertilità e nel meccanismo dell'eiaculazione. La prostata produce il 80% di tutto l’eiaculato, una sua compromissione chiaramente pregiudica l’attività sessuale.
In Italia, il tumore della prostata è il primo tumore che colpisce l'uomo, con un incidenza del 12% e supera il tumore del polmone che arriva circa al 10%. Ogni anno in Italia si registrano 42.804 tumori con 9.070 decessi (Dati del Reparto di Epidemiologia Tumori-Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute- Istituto Superiore di Sanità 2005). Ogni anno vengono scoperti 17.000 nuovi casi, di questi il 20% è già allo stadio di metastasi. Poiché l'età media della popolazione maschile italiana è sempre più elevata, non può che peggiorare l'incidenza di questo tumore, rispetto al quale l'età è uno dei principali fattori di rischio conosciuti: oggi in Italia ci sono oltre 9.300.000 uomini al di sopra dei 50 anni, potenzialmente a rischio.
Il principio fondamentale per ridurre il pericolo è l'attenzione e la sensibilità alla prevenzione. Gli studi statistici indicano che gli uomini sono molto più restii delle donne ad adottare regolarmente misure per la prevenzione e la diagnosi precoce.
Ad esempio, secondo uno studio, solo il 22% dei maschi italiani tra i 50 e i 70 anni di età conosce il significato del test del PSA, il principale strumento diagnostico nella lotta al tumore della prostata oltre ovviamente all’esplorazione rettale. Questa percentuale sale invece al 48% negli Stati Uniti. Soltanto il 13% dei maschi in Europa si sottopone al test del PSA.
La presenza di cellule tumorali nella prostata è sorprendentemente comune, studi autoptici fin dagli anni cinquanta, hanno dimostrato che cellule tumorali possono essere scoperte nel 26% degli uomini tra i 30-40 anni di età e nel 38% degli uomini in età compresa tra i 50-60 anni. Altri studi, più recenti, indicano che le differenze globali nell'incidenza non sono si spiegano con la presenza di fattori genetici, soggetti con la stessa predisposizione genetica che vivono in differenti aree hanno un rischio di sviluppare un tumore della prostata correlato al paese nel quale risiedono, ad esempio un giapponese con un rischio molto basso di sviluppare un tumore della prostata, quando si trasferisce negli USA assume lo stesso rischio della popolazione residente. Le ampie differenze geografiche nell'incidenza clinica del tumore della prostata, unitamente alla omogeneità della incidenza di tumori latenti microfocali nel mondo, ha fatto nascere il concetto che i fattori alimentari possono giocare un ruolo importante nella prevenzione e/o progressione della malattia. Nella maggioranza degli uomini con pre-esistente malattia microfocale, la crescita del tumore della prostata è inibita, mentre in alcuni uomini è stimolata. Sembra molto probabile che queste differenze siano solo raramente dovute a fattori genetici.
Tra i fattori ambientali ritenuti determinanti nello sviluppo del tumore della prostata la nutrizione è quella sospettata di svolgere il maggiore ruolo. Nel Nord America e nel Nord Europa, l'obesità e la dieta con alto contenuto di grassi animali sono veramente comuni, mentre in Asia la dieta è ricca in fibre e proteina di soia, che contiene Fitoestrogeni, e basso contenuto in grassi animali.
Dati sempre più evidenti, suggeriscono che molti elementi della dieta possono giocare un ruolo importante nella prevenzione e/o progressione del tumore della prostata. Si è evidenziato che una dieta con supplemento di Selenio è associata a modificazioni nell'incidenza del tumore della prostata ( riduzione del 50% del tumore della prostata in uno studio a doppio cieco). Molti studi clinici sono in corso (per esempio lo Studio di Prevenzione del Tumore Selenio + Vitamina E). Ci sono evidenze che anche altre sostanze sono importanti perchè riducono l'incidenza del tumore della prostata, quali ad esempio il the' verde, il melograno, l'aglio, ed un micronutriente il licopene presente in numerosi alimenti.Attualmente le indagini di routine per porre diagnosi di tumore della prostata sono l’esplorazione rettale (DRE) e il dosaggio dell’antigene prostatico specifico (PSA).
La prima permette di “sentire” la superficie e la consistenza della prostata, mentre il secondo valuta in qualche maniera l’attività della prostata.
Il PSA è un enzima contenuto nelle cellule prostatiche ed è normalmente prodotto dalle cellule prostatiche, qualunque evento che danneggi le cellule ne fa riversare una quota nel sangue. Per questo motivo, un’infiammazione, una manovra strumentale (cistoscopia, cateterismo o anche l’esplorazione rettale) un aumento quantitativo di cellule (ipertrofia o tumore) fanno aumentare la quota di PSA circolante. In aiuto alla diagnosi vengono i PSA frazionati che permettono un maggiore aiuto nel porre diagnosi. I valori normali accettati sono da 0 a 4 ng/ml, ma la familiarità nei confronti di tumori della prostata fa abbassare il valore soglia da 4 a 2,5 ng/ml.
Un paziente senza parenti diretti che hanno avuto un tumore di prostata con valori entro 4 ng/ml e prostata regolare è ragionevolmente sicuro di non essere affetto da una neoplasia prostatica.
Al contrario un paziente con un parente che ha sviluppato un tumore di prostata con un PSA superiore a 2,5 ng/ml dovrebbe farsi vedere da uno specialista urologo.
L’incrocio dei dati derivanti dall’esplorazione rettale e dalla storia dei PSA (e non quindi da una semplice valutazione occasionale), permettono allo specialista di decidere per eventuali ulteriori accertamenti.
Gli stessi valori di normalità del PSA non permettono di stare sicuri, per tale motivo si è ricorsi ad calcoli più complessi del semplice PSA per cercare di estrarre dai dati grezzi del PSA ulteriori informazioni. A questo scopo nasce la PSA Velocity (PSAV) che è un valore che ci informa che qualcosa sta succedendo se viene superato il valore di 0,75 ng/ml annuali.
Oltre ai dati di laboratorio naturalmente esistono anche esami di secondo livello che dovrebbero essere gestiti dallo specialista, poiché non danno certezze nel risultato e potrebbero ulteriormente confondere le acque dando l’illusione di una normalità anche in casi di allarme.
L’Ecografia Trans Rettale (TRUS) è uno di questi esami. Utilizzata in clinica principalmente per valutare i diametri prostatici è divenuta purtroppo un metodo per “dare un’occhiata” alla prostata e stare tranquilli. L’utilizzo dell’ecografia prostatica trans rettale, non è suggerito se non in casi di dubbio diagnostico ma comunque non è sufficiente da sola a porre diagnosi. Permette di valutare ottimamente le dimensioni della prostata e l’ecostruttura interna della ghiandola valutando la presenza di calcificazioni che potrebbero trarre in inganno con la sola DRE.

Casi estremamente selezionati possono giovarsi di esami estremamente raffinati e costosi ma ancora non di capillare diffusione quali la risonanza magnetica con spettroscopia il PCA3, e un esame non invasivo che recentemente si sta affacciando alla ribalta: il TRIMProb.
La risonanza magnetica con spettroscopia permette di valutare zone specifiche della prostata che possono essere interessate da patologia tumorale; mentre la PCA3 (sito sponsorizzato -inglese- www.PCA3.org) è un esame non invasivo sulle urine che analizza la presenza, se sovraespresso, del gene PCA3 nell’RNA del PSA e può dare utili indicazioni a quei pazienti che sono stati sottoposti a biopsie risultate negative con indicazione clinica della presenza di tumore prostatico; il TRIMProb anch'esso utile nella valutazione dei pazienti più complessi.

L’esame cardine nella diagnosi del tumore della prostata rimane la biopsia della prostata.


La biopsia prostatica si esegue con l’aiuto dell’ecografia trans rettale e con uno speciale ago che permette di asportare frustoli di prostata. Questo è un esame altamente invasivo ma quando viene eseguito da personale preparato si riducono i rischi al minimo.
I frustoli o cilindri di prostata asportati vengono inviati all’anatomo patologo, figura fondamentale nella pratica chirurgica moderna. Il patologo prepara i pezzi li taglia, li colora ed li osserva per poter dare una risposta ai quesiti posti dall’urologo. Su questa risposta si basano tutte le scelte terapeutiche dell’urologo e del paziente.

La risposta di una biopsia può aprire uno scenario di dubbi o certezze ed entrambi possono dare grosso disagio al paziente, sia perché una biopsia negativa non tranquillizza il paziente sul fatto che non abbia nulla né tantomeno la positività della biopsia che apre un ventaglio di opzioni terapeutiche importanti che possono essere fonte di confusione e disagio per il paziente.

Il tumore della prostata è, in conclusione di questa breve rassegna, una malattia dai risvolti importanti sulla qualità di vita anche nella fase di diagnosi. Esami invasivi e non, continui controlli a volte possono portare il paziente a credere di essere guarito o peggio a credere di non poter far più nulla per la propria salute. Il messaggio importante che si cerca di comunicare è che si ha il tempo per poter decidere; non farsi prendere dalla fretta e dalla frustrazione. bisogna ricordare che si deve parlare con il medico e questo a volte risolve mille dubbi che si accumulano nel corso degli accertamenti cui si è sottoposti.

Con questo non si vuole porre l’accento sul fatto che non si debbano fare accertamenti, ma al contrario farli con raziocinio evitando il fai da te di esami e consulti.

Se non vi sentite sicuri chiedete, il miglior medico è colui che ascolta, ragiona e risponde.

 

La sanità non diffonde la notizia perché la soluzione é troppo economica

Il bicarbonato di sodio è uno dei più potenti alcalinizzanti. Otto Heinrich Warburg, premio Nobel nel 1931 per la sua tesi
La causa principale e la prevenzione del cancro, ha dichiarato:

Le cellule tumorali vivono in un ambiente estremamente acido e privo di ossigeno. Le cellule sane vivono in un ambiente alcalino, ossigenato, consentendo il funzionamento normale, privare una cellula del 35% di ossigeno per 48 ore può probabilmente innescare un processo canceroso. Le sostanze acide respingono ossigeno, mentre le sostanze alcaline lo attraggono. Le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno. Invece la GLICEMIA sopravvive fino a quando l’ambiente è privo di ossigeno. I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini, quindi il cancro non sarebbe altro che un meccanismo di difesa che hanno alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente privo di ossigeno e alcalinità.

La dr. Elisabetta Izquierdo : “Io sono un medico e mi rifiuto di credere che radio e chemio terapia siano gli unici strumenti per debellare il cancro”.

Il bicarbonato di sodio, umile composto e molto a buon mercato, secondo recenti e sorprendenti ricerche farmaceutiche può curare il cancro. E non solo, allevia molto significativamente anche gli effetti secondari negativi della chemioterapia. La “soluzione” della medicina organizzata per il cancro si basa su tre procedure molto rischiose e altamente invasive la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia. La soluzione può essere nel kit del vostro bagno.

Dose Consigliata: 1/2 litro di acqua + succo di 3 limoni + 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio. Prendere a stomaco vuoto al mattino, può essere suddivisa in due dosi durante il giorno , ma non tra i pasti. E ‘ meglio prenderla ogni giorno, anche quando la malattia è sparita, perché tutti i tumori possono tornare, ed è importante prevenire.

Nel suo libro, “Vincere la guerra al cancro“, il suo autore – il dottor Mark Sircus – affronta la questione del bicarbonato di sodio che aiuta a salvare innumerevoli vite ogni giorno. Il bicarbonato di sodio è noto come antico metodo per accelerare il ritorno a livelli normali di bicarbonato nel corpo. E’ inoltre economico, sicuro, e forse potrebbe essere la medicina più efficace a disposizione contro il cancro.

Il Bicarbonato di sodio dà al corpo una forma naturale di chemioterapia che uccide efficacemente le cellule tumorali senza gli effetti collaterali devastanti evitando anche i costi della chemioterapia convenzionale. Dal momento che nessuno si può arricchire e fare un sacco di soldi con qualcosa di così semplice, nessuno lo promuove e quindi manca il supporto per essere studiato e sperimentato. La comunità medica ha voltato le spalle Dr. Simoncini e ad altri colleghi, perché, da onesto specialista oncologo, ha rifiutato di utilizzare i metodi convenzionali per i suoi pazienti che decidono di farsi somministrare cure a base di bicarbonato di sodio, curando con impressionante successo nel 99 per cento dei casi il cancro al seno. Il cancro della vescica può essere curato in breve tempo, completamente e senza chirurgia, chemio o radioterapia, utilizzando solo un apparato di infiltrazione locale (simile ad un catetere) per infondere bicarbonato di sodio direttamente nella zona infetta del seno o della vescica, ma può anche essere consumato per via orale.

Il bicarbonato di sodio applicato ai tumori alla fine li fa scomparire rapidamente, che molti dei trattamenti chemioterapici attualmente includono bicarbonato di sodio, con la scusa che “aiuta” a proteggere i reni, il cuore e il sistema nervoso del paziente è un dato di fatto. Ed è stato già stabilito che la somministrazione di chemioterapia senza bicarbonato può uccidere il paziente. Così , quando sentiamo parlare sui “successi” della chemioterapia è proprio il bicarbonato di sodio che agisce, non solo per fermare metastasi ma anche per ridurre al minimo gli effetti collaterali dannosi della tossicità chemioterapica. Inoltre non esistono studi per separare gli effetti del bicarbonato di sodio dagli agenti chemioterapici tossici.