Stage tenuto presso la A.D.A.O. Accademia di Arti Orientali del M Salvalaggio



Piane di Montegiorgio il 27/05/2007

Per me è stata sicuramente una esperienza tra quelle più; positive che ho avuto come insegnante, dato il profondo rispetto che vige all'interno della scuola: pensate che per entrare nella stessa si dev'essere presentati da un membro che garantisca sulla vostra rettitudine e comportamento, e si deve versare l'intera quota annuale anticipatamente: segno di professionalità e rispetto della tradizione oltre che di un maestro che sa il fatto suo.

La più grande soddisfazione è stata che sono stato scelto a distanza di quattro anni dalla manifestazione dell'UKIDA (11/2003) ove si esibivano decine di scuole di tutti gli stili con centinaia di partecipanti in uniforme griffata mentre noi con semplici pantaloni neri e maglietta bianca, in cinque, a detta del M° Salvalaggio (praticante da oltre quarant'anni) siamo stati gli unici ad essere armonici in ciò che presentavamo: praticamente tutto il bagaglio tecnico dell'ASKT!

M.C

ASAM

Pervenuta in Redazione il 09/08/2007dalla
www.Asam-Italia.it


Loro segnalazione spontanea


Cosa dicono di Noi...



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Autodifesa" significa "combattimento". Bisogna capire che nel combattimento reale muoversi in modo violento non è utile quanto muoversi in modo leggero, che a sua volta non è utile come non muoversi affatto. La quiete è il movimento costante, proprio come un volano appare statico quando gira molto veloce. Un movimento visibile non è altro che un riflesso della debolezza. Il movimento che risiede nella quiete e appare fermo in realtà è potente. Movimento e quiete sono interdipendenti, essendo l'uno la sorgente dell'altra. La loro applicazione magica dipende soprattutto dal controllo del sistema nervoso, dalla guida dell'intento, dalla contrazione e distensione di articolazioni e legamenti così come dal loro saldo sostegno, dall'azione e reazione dei movimenti rotatori e dall'uso della forza elastica prodotta respirando". (Insomma è una vera e propria scienza...) "Autodifesa significa "combattimento". Bisogna capire che nel combattimento reale muoversi in modo violento non è utile quanto muoversi in modo leggero, che a sua volta non è utile come non muoversi affatto. La quiete è il movimento costante, proprio come un volano appare statico quando gira molto veloce. Un movimento visibile non è altro che un riflesso della debolezza. Il movimento che risiede nella quiete e appare fermo in realtà è potente. Movimento e quiete sono interdipendenti, essendo l'uno la sorgente dell'altra. La loro applicazione magica dipende soprattutto dal controllo del sistema nervoso, dalla guida dell'intento, dalla contrazione e distensione di articolazioni e legamenti così come dal loro saldo sostegno, dall'azione e reazione dei movimenti rotatori e dall'uso della forza elastica prodotta respirando".

da: Wang XuanJie, Dachengquan, Milano - Luni Editrice 2003, pp. 50-51
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